venerdì 8 luglio 2016

90 minuti in paradiso - EUR 10.90

Don Piper è deceduto il 18 gennaio 1989 quando un semirimorchio ha schiacciato la sua auto.
Dichiarato morto dai primi soccorritori giunti sul luogo dell'incidente, il corpo di Don rimane sotto un telo per i successivi 90 minuti.
Quando le preghiere di un pastore aiutano a farlo resuscitare, Don diventerà un miracolo vivente! Ma questo è un miracolo che Don vorrebbe non fosse mai avvenuto, poiché a causa delle ferite soffre dolori atroci 24 ore al giorno, oltre ad essere tormentato dall'accaduto.
Con il sostegno e l'amore della sua adorata moglie Eva, dei loro tre figli e di amici vinci e lontani, Don lotta per riconquistare una parvenza della sua vita passata.
Basato su un'incredibile storia di perseveranza di fronte alle sfide della vita (e della morte) della vera famiglia Piper, questo film non si dimentica facilmente.
Da questa vicenda è stato tratto l'omonimo bestseller che ha venduto 7 milioni di copie nel mondo.
Il cast: Kate Bosworth (Still Alice) e Hayden Christensen (Star Wars).
 
 

DVD - Home Run - EUR 10.90

Un giocatore di baseball professionista con un problema di abuso di stupefacenti è costretto a tornare nella sua città natale, dove deve seguire un programma di disintossicazione.
Trova nuove speranze quando finalmente affronta il suo passato e comincia ad allenare una squadra di piccoli giocatori di baseball.
 

 


 

sabato 16 aprile 2016

Talmud Babilonese


Talmud Babilonese - EUR 40.00

Il trattato Rosh haShanà si apre con la descrizione e la discussione rabbinica sui diversi capodanni.
Una parte significativa è dedicata al capodanno più importante, quello di fine estate - inizio autunno, che dà il titolo al testo.

La tradizione fa risalire la creazione del primo uomo al 1° del mese di Tishrì, il primo dei due giorni di Rosh haShanà. In esso si celebra la sovranità di Dio su tutto il creato e l’unità del genere umano che discende dal primo uomo. Secondo i Maestri, l’uomo fu creato il primo di Tishrì, mentre la creazione del mondo iniziò cinque giorni prima, il 26 del mese di Elul.
Rosh haShanà ricorda quindi la creazione dell’uomo, un uomo la cui dignità e la cui immagine divina devono essere rispettate e difese, senza alcuna distinzione di popolo, di religione, di cultura, contro ogni violenza.

È paradigmatico che il giorno di Rosh haShanà si legga il brano della Torà sulla legatura (“sacrificio”) di Isacco.
Insegnano i rabbini che Dio mise alla prova (nissà) Abramo perché il comportamento del patriarca potesse divenire una bandiera (nes) per tutti i popoli.
Abramo ha avuto la forza di vincere la tentazione di adeguarsi ai costumi degli altri popoli: il patriarca – riconosciuto come tale anche da cristiani e musulmani – non ha ascoltato solo la voce che gli imponeva di sacrificare il suo unico figlio sull’altare, ma soprattutto quella che gli ordinava di non macchiarsi le mani con il suo sangue. Infatti lo shofàr (corno d’ariete) che si suona a Rosh haShanà ricorda l’animale che fu sacrificato in sostituzione di Isacco.
Uno spazio significativo del trattato Rosh haShanà si occupa proprio del suono dello shofàr.

La ricorrenza di Rosh haShanà è strettamente legata al suono dello shofàr e alla sua capacità di suscitare il ricordo. In questo precetto c’è una dimensione verticale uomo-Dio. L’uomo suonando lo shofàr chiama in causa il Creatore che a sua volta si ricorda di chi lo invoca. Dio viene descritto nel giorno di Rosh haShanà come “colui che ricorda tutte le cose dimenticate”.
Lo shofàr deve suscitare nell’animo umano il ricordo della propria condizione di creatura. L’attenzione divina è chiamata come un figlio che cerca il padre, con un suono che non presenta parole, ma ricorda il pianto. La tradizione indica che lo shofàr, aiutando a penetrare nella parte più intima dell’anima, serve a “scuotere”, come dice il profeta Amos (3, 6), innestando un processo di teshuvà (pentimento-ritorno).

Rosh haShanà è anche definito il “Giorno del Giudizio”, perché l’ebreo lo celebra dedicandosi all’esame e alla riflessione sui comportamenti tenuti durante l’anno, invocando il perdono di Dio, il pentimento e il ritorno, la teshuvà.
Nella pagina 17b/1 è scritto: “Disse rabbi Yochanàn: Grande è l’efficacia della teshuvà che annulla la sentenza negativa sull’uomo".

La teshuvà è un atto di coscienza, di consapevolezza, di disponibilità a prendere posizione e assumersi le proprie responsabilità per il futuro. Teshuvà significa “ritorno” ma vuol dire anche “risposta”. Il passato non è modificabile, ma in compenso la teshuvà ci dà il potere di plasmare il futuro. Così come Dio ha il potere di “cominciare”, l’uomo con la teshuvà di Rosh haShanà ha il potere di “ricominciare”.
Si tratta di un cambiamento qualitativo. I saggi danno una definizione della teshuvà sconvolgente e apparentemente paradossale: “Essa trasforma i peccati in buone azioni”. Lo scopo della teshuvà è secondo i mistici di far tornare l’anima alla sua radice, là dove era contenuta, nella spiritualità di Dio.


sabato 12 marzo 2016

DVD War Room, le armi del cuore


Durata: 120 min
Lingua: italiano
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Arabo, Danese, Olandese, Finlandese, Francese, Norvegese, Svedese
AudioDolby Digital Italiano, Inglese, Francese
Prezzo: €13.90
Tony, rappresentante farmaceutico, ed Elizabeth, agente immobiliare, sembrano una coppia perfetta con una bella figlia ed una grande casa. In realtà, dietro le apparenze, si nasconde un matrimonio che ormai è diventato una guerra e a subirne le spese è la figlia.
Un giorno Elizabeth si trova a lavorare con l'anziana Miss Clara per vendere la sua casa.
Miss Clara comprende lo stress a cui è sottoposta Elizabeth e le suggerisce di combattere per il suo matrimonio pregando per Tony.
Miss Clara mostra ad Elizabeth uno stanzino speciale che lei ha dedicato alla preghiera e a cui ha dato il nome di "Stanza di guerra" dove lei si chiude perchè "per rimanere in piedi e combattere il nemico, hai bisogno di stare sulle tue ginocchia e pregare".
Non appena Elizabeth inizia a pregare seriamente per suo marito, Tony, che è fuori per un viaggio di lavoro, si trova a cena con una donna avvenente che lo invita nel suo appartamento. Ma quando lui è sul punto di partire con lei viene bloccato da una nausea improvvisa.
In breve tempo, viene anche licenziato per aver gonfiato le vendite a lavoro.
Avendo realizzato di aver toccato il fondo, decide di donare nuovamente la sua vita a Dio.
All'insaputa della sua famiglia, Tony aveva tenuto per sé diversi campioni farmaceutici e si rende conto di doverli restituire anche se questo potrebbe potenzialmente comportare per lui la prigione. L'ex datore di lavoro di Tony vede la sua volontà di riparare il danno causato e decide di non fare ulteriori pressioni.
Tony inizia ad interessarsi alla vita della figlia e a participare a delle attività insieme a lei rinsaldando così il loro rapporto.
Elizabeth vende la casa di Miss Clara ad un pastore in pensione che riconosce la forza sprigionata da tutte le preghiere fatte in quello stanzino.
Subito dopo, a Tony viene fatta un'offerta di lavoro con uno stipendio di gran lunga inferiore al precedente, ma riconosce di poter vivere dignitosamente anche con meno.
Il film si conclude con la ritrovata armonia famigliare e con Miss Clara che, dalla casa del figlio in cui adesso si trova a vivere, continua la sua sana abitudine della preghiera.

mercoledì 27 gennaio 2016




FACCIAMO IN MODO CHE NON SUCCEDA DI NUOVO....

L'affermazione più profonda che sia mai stata pronunciata a proposito di Auschwitz non fu affatto un'affermazione, ma una risposta. La domanda: "Ditemi, dov'era Dio, ad Auschwitz?". La risposta: "E l'uomo, dov'era?". 
 
WILLIAM CLARK STYRON